"Ero innamorata dell'amore, e ho fatto di tutto per sapere che cosa sia,ma a quanto pare la natura mi ha negato un cuore capace di amare, di soffrire pene d'amore. Più in là di un basso piacere io non posso andare..." (Stendhal, "La certosa di Parma")

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venerdì 14 febbraio 2014

Happy Valentine's Day

Oggi è san Valentino.
Ho scoperto l'acqua calda, eh?

Da giorni penso a questo giorno, per la prima volta nella mia vita.
I primi anni di "consapevolezza" ero troppo piccola per cui mi tenevo a debita distanza dall'amore, era una cosa solo dei film. Gli anni a seguire sono stati "strani" in quei giorni: sempre single, qualche volta lasciata poco prima (neanche a farlo di proposito!!), qualche volta con l'impietoso compito di dovere rifiutare regali per un non ricambio (tanto per cambiare!!) di sentimenti... Insomma, san Valentino sempre travagliato!!
Da visione idilliaca nata ai film, a incubo, a odio, al pensiero che fosse una festa troppo convenzionale, commerciale e quindi finta... che la festeggiassero solo le "pecore", insomma!!
Quest'anno ho avuto un cambio di rotta totale: complici due post su facebook che mi hanno fatto molto riflettere.
Uno di un mio amico che ha il bisogno incessante di dire la sua su tutto esprimendo il suo "odio" verso i luoghi comuni e non:

"Il giorno di san valentino e' la prova di come, ormai sempre di piu', gli opposti si attraggano....nella loro pochezza di pensiero. Ormai i sanvalentinisti cronici non esistono quasi piu'. Si sono ormai convinti che l'amore non ha date e, ahime', ho perso il gusto di odiarli. A quei pochissimi esemplari di questa categoria in via di estinzione non posso che destinare miei attestati di non disistima, per via dell'altra categoria, ormai sin troppo rappresentata: le finte acidelle occasionali rigorosamente del cazzo(ho messo il genere femminile non per becero sessismo, ma perche' ogni tanto la realta' non va trasfigurata). Si, proprio quelle che vedono un video di bambini plagiati, che dimostrano profondissima maturita' nell'argomentare l'amore omosessuale, e sgranano gli occhi a tale visione. Sempre le stesse, stronzette acidelle finte, poi te li ritrovi per qualche strana ragione a criticare qualche coppia da loro conosciuta, nella quale, altrettanto misteriosamente, la donna non e' una donna con la d maiuscola ( mi spiace non poter riprodurre la differenza tra "donna" minuscolo e "donna" maiuscolo, ma il minuscolo per me e' come il mare di inverno per ruggeri) e ha tendenze da meretrice professionale...si, ok, da t-r-o-i-a...ma poi, abbiamo un bellissimo e appagante "b-u-t-t-a-n-a", usatelo ogni tanto, no???? Altra categoria incessantemente in via di diffusione e' quella delle zite finte alternative del cazzo, le quali tengono a farti vedere che odiano il san valentino. Mentre la ormai estinta categoria dei sanvalentinisti cronici, un tempo, quando ancora spadroneggiava, era solita ostentare finto amore a san valentino piu' che negli altri giorni, questa di nuova generazione, invece, e' solita avere momenti di melenso romanticismo , manifestato da link strappamutande durante l'anno, ma a san valentino no. A san valentino improvvisamente, anche se preme loro darti un preavviso di un paio di giorni, iniziano ad odiare la retorica sanvalentiniana. Si sono ingozzati per tutta la vita di baci perugina, venderebbero un rene per mangiarli ogni giorno senza ingrassare, ma a san valentino no. Non devono piacere perche' quelle scritte sono inaccettabili. " mi fa venire il diabete". In conclusione: amatevi, invidiatevi, fottetevi (preferibilmente), fate cio' che volete, ma il mio odio avra' la meglio su tutto, sappiatelo!!!!"


Il secondo post, un'immagine precisamente, è stata questa:


A cosa voglio arrivare??
Innanzitutto anche io ho provato ODIO a leggere l'immagine sopra: che motivo c'è di fare le acide (specie se si è single?!)??? Sembra quasi invidia, fine a se stessa, verso le persone impegnate che, magari, aspettano quel giorno per fare qualcosa insieme o che dimostrano il loro amore partecipando a contest, concorsi e simili.
In merito al discorso del mio amico, mi trovo molto d'accordo con lui quando parla di quelle, fidanzate, che a san Valentino devono fare le anticonformiste a tutti i costi!!


Ho iniziato a scrivere questo post intorno alle 10, sono le 16.46, da ore il mio fratellino (che ormai è più alto di me) è tornato da scuola con un Bacio Perugina in dono per me, a confermarmi che l'Amore si esprime a tutti i livelli, che è vero che l'amore di un partner completa in senso canonico, ma che non è il solo Amore possibile! 
Nella famosa cartina c'era scritto:

"Amami soltanto per amore dell'amore"
E. Barrett Browning



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Qualche giorno fa ho accettato lo scambio di visibilità con il sito "Domani in TV". Troverete il link nella sezione "Siti che mi piace visitare". 
Chi mi segue da un po' sa che il mio blog è nato come una sorta di diario/sfogo, per cui penso che in passato avrei gentilmente declinato l'invito dell'ideatore del sito, Marc. Solo che, adesso che sono tornata da una lunga assenza, ho deciso di essere meno introspettiva in questo spazio, ma più propositiva, così da occuparmi dei miei interessi e tenere sempre viva la mia voglia di scrivere qui e non solo quando magari qualcosa non va! Ed ecco che, grazie a questa "iniziativa", capitatami praticamente per caso, adesso il link del mio blog si trova qui.
Io non avevo scritto a Marc una descrizione da aggiungere accanto al link, ma lui è stato così gentile non solo da metterla di suo pugno, ma anche da esprimere in parole il pot-pourri che praticamente è questo piccolo spazio... quando io avevo tentato di farlo mi ero arresa perchè mi veniva soltanto la confusione in testa!!

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Tornando al tema del giorno... 


                               




PS: cosa ne pensate della nuova grafica e del nuovo font? E' leggibile o dà fastidio? 

venerdì 7 febbraio 2014

Come leggere un libro in una settimana... si può??

Negli ultimi cinque anni ho letto più di un libro a settimana, senza ritardi o interruzioni. Sono sempre stato in anticipo sulla mia tabella di marcia. Vorrei che quest’anno lo facciate anche voi. Ecco come si fa.
Perché è importante leggere tanto
Ti fa sentire benissimo. Ti dà una quantità incredibile di idee. Ti aiuta a pensare in maniera più profonda. È meglio della tv e perfino di internet. Ti aiuta a capire il mondo. È il mattone che costruisce l’abitudine di portare a termine le cose. Vabbè, la faccio corta, fatelo e basta.
Perché decidere di leggere così tanti libri, perché non semplicemente “leggere di più”? Penso che avere un obiettivo irraggiungibile come un libro a settimana in realtà aiuta. Per fare un confronto, il corpo reagisce con forza alle grandi ferite, e usa molte energie per guarirle. Si cura meno invece delle piccole ferite, e di conseguenza i tempi di guarigione si allungano. Quindi darsi un obiettivo alto ti aiuterà ad affrontarlo con serietà.
Questo è il primo punto. Datevi un obiettivo irraggiungibile così da mettervi addosso un po’ di pressione.
Un giorno alla volta 
In media i libri che ho letto avevano 250-300 pagine. Alcuni erano più voluminosi, altri più sottili. Sono circa quaranta pagine al giorno, che leggo nelle prime ore della giornata. È un obiettivo ragionevole, che fa sembrare meno spaventosa la cifra di 52 libri all’anno. Questo è fondamentale per il vostro stato emotivo, e vi darà la sensazione che è fattibile.
Fatela diventare un’abitudine
In questo momento ho l’abitudine di svegliarmi, fare la doccia e poi fare colazione fuori: rimango seduto al bancone dello stesso bar, bevendo caffè, finché non ho letto le mie quaranta pagine. Ho scelto questo metodo perché non ho molta forza di volontà. Scommetto che molti di voi hanno lo stesso problema, e questo è un modo per trovare il posto giusto per ogni cosa.
Ah, un consiglio: leggete la mattina presto, il prima possibile. Come le pagine del mattino di cui si parla nel libro di Julia Cameron La via dell’artista e gli esercizi di Twyla Tharp (descritti qui), se non lo fate nelle prime ore della giornata, finirete per rimandare. Questo vale per tutte le abitudini: per farle funzionare devono essere inserite in una routine.
Sfruttate ogni momento
I pendolari possono usare il tempo degli spostamenti. Se avete una pausa pranzo, approfittatene. La libertà di poter aprire il libro in qualsiasi momento, e leggere anche solo due pagine, vi aiuterà a rimanere al passo con la lettura, cosa che diventerà il vostro punto di forza e vi darà una certa gratificazione. In più, portarsi avanti nella lettura vi permetterà di guadagnare tempo con i libri più impegnativi, su cui vale la pena soffermarsi di più.
Arrendersi va bene. Più o meno
Se un libro è poco interessante (o è troppo impegnativo), va bene metterlo da parte, per un po’. Nel frattempo ne cominciate un altro più breve, e poi lo riprendete in mano di tanto in tanto, finché non lo avrete letto tutto.
Io l’ho fatto diverse volte quest’anno, il che significa che ho cominciato tra i 60 e i 65 libri e ne ho finiti 54.
È permesso imbrogliare
La scadenza stringe e rischiate di rimanere indietro? È il momento di trovare una scappatoia. Scegliete un libro veloce, che magari avete già letto, o qualcosa di piacevole e leggero.
“Sì, ma questo è imbrogliare”, potreste obiettare. Sono d’accordo. Ma un inganno a breve termine per riuscire a farcela a lungo termine è più importante dell’idea che dobbiamo solo leggere libri come Guerra e pace. Non è così. Lo scopo è migliorarsi la vita, non sentirsi degli incapaci.
A proposito, anche i libri brevi possono essere incredibili. Ecco alcuni libri piccoli ma grandiosi: Basta!Instant leadershipAlla ricerca di un significato della vitaVagabondingLe anime del popolo nero.
Non rimanete indietro
Non “fate debiti con voi stessi” e non prendete tempo, pensando di poter recuperare in seguito. La scadenza settimanale vi aiuterà a mantenere il passo con il vostro obiettivo: rimanere indietro, invece, potrebbe farvi dubitare del fatto di potercela fare e, alla fine, spingervi a mollare.
In conclusione
Leggere mi ha reso una persona migliore, più completa e più felice. I libri contengono tutta la saggezza del mondo. Se decidete di provare, questa sfida può davvero aiutarvi a crescere. Quindi cominciate oggi stesso.
(traduzione di Caterina Benincasa), tratto da qui.
Julien Smith è l’amministratore delegato di Breather, un’azienda che affitta spazi on-demand. Il suo ultimo libro è The Flinch. Questo articolo è uscito su Medium con il titolo How to read a book a week.


Concordo con molti dei punti della signora Smith, tuttavia ritengo che non sia così facile intercalarlo nel tran tran quotidiano... anche perchè, per quel che personalmente mi riguarda, quando il libro mi coinvolge faccio di tutto per finirlo, per cui, il limite delle 40 pagine, sebbene ovviamente sia spostabile e puramente indicativo, non credo riuscirei a rispettarlo. Anzi, mi mette in difficoltà il fatto stesso di dovere avere un limite nella lettura che per me ha rappresentato e rappresenta un mezzo di evasione dal quotidiano in una dimensione con una libertà assoluta!

Mi vengono in mente i dieci diritti del lettore tratti da "Come un romanzo" di Pennac, che trovo sicuramente più congeniali alla mia persona, più veritieri e meno "utilitaristici".



lunedì 27 gennaio 2014

Per non dimenticare




Ho sempre evitato di scrivere in questa giornata, il 27 gennaio, il giorno della Memoria. Ho sempre pensato che qualsiasi parola avrei potuto scrivere in merito sarebbe scaduta nella banalità, sarebbe stata una mera riflessione di stile odiosamente scolastico. 
Io, che neanche amo i film drammatici per il loro rendermi tristi, mi sono sempre "scontrata/incontrata" con la Shoah con profondo rispetto, ma con altrettanto timore, timore della conoscenza di fatti che non sono affatto inventati, che gente come me, come noi tutti, hanno subito per una sciagurata sorte.
E' dalla prima elementare che nella mia mente risuona la poesia "Se questo è un uomo" di Primo Levi, si riflettono visivamente le immagini che essa evoca. Con il tempo la mia letteratura e filmografia sul tema si è molto arricchita, a volte dettata dalla scuola, ma, più spesso, da me stessa. Penso che non ci sia nulla di più giusto e di rispettoso, per quella gente, per quei pochi sopravvissuti e per la memoria di tutti di ricordarli, ascoltare/leggere le loro storie, sapere ciò che è successo, non dimenticare.
E quando stamattina ho scorto un articolo su "La Stampa", sono rimasta abbastanza... basita!


Preciso che Loewenthal, non è un’antisemita, anzi è una scrittrice e una studiosa dell’ebraismo che alla prima riga del suo libretto confessa: «La Shoah è la mia ossessione». La sua nasce sì come una provocazione, alla strumentalizzazione di questa giornata, all'ansia che avvolge le varie istituzioni a "inventarsi" qualcosa per commemorare, a quelli che proprio in questo tra gli altri 365 giorni si ricordano di ricordare anche le povere vittime di altre stragi o guerre, ma, ciononostante, non riesco a calarmi nella sua conclusione.

Il GdM riguarda tutti, fuorché gli ebrei che in questa storia hanno messo i morti. Che non l’hanno ispirata, ideata, costruita e messa in atto. Che non l’hanno neanche vista, in fondo: ci sono precipitati dentro. Era buio. Gli altri sì che hanno visto. È questo sguardo che dovrebbe celebrarsi nel GdM. Allora nel presente, oggi verso il passato. 
E non è uno sguardo nemmeno consolatorio. [...] Ma non certo per far sì che non accada mai più. La memoria non porta con sé alcuna speranza. La cognizione del male non è un vaccino. «Ricordare perché non accada mai più» è una frase vuota. Se anche non dovesse accadere mai più, non sarà per merito della memoria, ma del caso.  




lunedì 20 gennaio 2014

Think like a man

Questo post trae ispirazione dalle parole che mi sono state dette da un ragazzo: "mi fai più complicato di quanto non sia".
Da lì fiume in piena di pensieri, elucubrazioni mentali e, infine, la frase che è titolo del post, la quale mi ha fatto pensare, per non lasciare nulla scollegato, all'omonimo film visto all'incirca sei mesi fa.

Abbiamo sei amici, amanti del basket: Zeke, il tombeur de femmes, Michael, il cocco di mamma, Dominic, il sognatore, Jeremy, lo scapolo, Cedric, il divorziato e Bennet, il felicemente sposato. Quattro di loro, dovranno fare i conti con le rispettive compagne che stanno seguendo i preziosi consigli riportati in un volume dal titolo, "Act Like a Lady and Think Like a Man". Decisi a non lasciarsi raggirare, leggeranno il libro, che consiglia le donne a pensare come gli uomini... 
Basato sull'omonimo best seller di Steve Harvey, attore, intrattenitore radiofonico, che nel film, oltre che come produttore, compare nei panni di se stesso, Think like a man è una riuscita commedia romantica, che poggia su uno dei temi più frequentati dal cinema statunitense, a partire dalla screwball comedy, anche se in chiave contemporanea a multietnica. Cambiano i decenni, le situazioni, ma non le problematiche: la perenne lotta tra i sessi, le difficoltà a comprendersi, a trovare la propria anima gemella, l'incapacità di condividere sogni e necessità. Kristen, Lauren, Candace e Mya sono donne molto diverse tra loro, ma le accomuna la lettura di un manuale che dispensa consigli sui rapporti d'amore, che le invita a pensare e a seguire gli insegnamenti di un uomo, che conosce bene pregi e difetti dei propri consimili. (cit. Mymovies)

E' ben noto che "per costituzione" uomini e donne non riescono ad essere ben sintonizzati, specie in situazioni in cui nell'individuo dell'altro sesso si vede un possibile partner: è proprio a quel punto che la linea si interrompe e si brancola nel buio.
Credo sia comune a noi donne di farsi mille flash mentali su ogni singolo gesto, parola, atteggiamento, costruendo un castello che, spesso, si rivela di carte e che crolla con la stessa grazia elefantesca con cui lo si è costruito. 
Credo di aver capito che gli uomini, invece, siano molto più cristallini di ciò che noi pensiamo: dicono A? E' A. Non significa forse pensa B, ma fa C perchè di D si vergogna.

Il problema è che, nonostante noi donne abbiamo sì le nostre colpe di cattiva interpretazione a causa di una personalità spesso fin troppo analitica, gli uomini di oggi si mostrano spesso così fragili, incapaci di prendere una posizione, di farsi avanti, di impersonare la figura dell'Eroe che ha popolato l'immaginario collettivo per secoli. Questo gli conferisce un'aurea di debolezza prettamente "femminile" (sempre nell'immaginario e, soprattutto, nell'inconscio collettivo) che ha fatto sì da autorizzare noi giovani fanciulle, figlie di questo secolo, che vivono la vita da Eroine, da attribuire a ciò che rimane dell'uomo anche una parte del pensiero femminile, elucubrazioni mentali comprese!

Per ritornare nei ranghi e, cosa ben più importante, cercare di capirli, senza farci del male e soffrirne, dobbiamo cercare di imparare da quello che, sulla carta, l'uomo dice di essere: pensare, dire, fare A. 

E' logico che nel film, "galeotto fu il libro", le cose si risolvono perchè hanno questo filtro che permette ai protagonisti di avere una chiave di lettura pronta su quanto succede, noi povere persone REALI ci affidiamo semplicemente a noi stesse.

lunedì 11 novembre 2013

Fare la crocerossina: è davvero un bene?





"Una crocerossina è una donna che crede che potrà sentirsi bene solo quando avrà salvato il mondo (ergo non si sente mai davvero bene o in pace perchè c’è sempre qualcuno da salvare). E’ una donna che tende a diventare iper-protagonista della vita degli altri, trascurando la propria e che altresì tende a sostituirsi agli altri nelle sfide che stanno vivendo. E’ una donna che tende a prendere tutto sul personale e che si fa coinvolgere così tanto nei “drammi” degli altri che perde di vista il quadro generale, soffre da matti e diventa poco lucida nell’affrontare gli effettivi problemi. E’ una donna che a volte si lamenta che gli altri non si rendono conto di quanto lei faccia per loro e che quindi si trova a covare rabbia e rancore perchè si sente oberata dai troppi impegni/problemi degli altri. E’ una donna che fa fatica a dire di no e che per questo a volte perde il contatto con se stessa. E’ una donna che si affatica ma continua anche oltre la soglia della stanchezza, credendo che il suo martirio, potrà portare del bene nella vita di chi ama."


All'incirca due settimane fa, per caso, ho trovato, girando per il sito Donna Moderna il blog di Chiara Grandin, life coach, ideatrice del metodo Inspiration. Mi sono balzati agli occhi questi due articoli, tra loro collegati, il primo che "iniziava" a quanto fosse negativo fare la crocerossina, il secondo, invece, spiegava e ribadiva meglio i concetti espressi nel primo a seguito di commenti che hanno fatto capire all'autrice di non aver afferrato quanto volesse dire.

Mi sono posta molte domande in merito, con mente e cuore aperto mi sono saltate subito agli occhi le parole che vi ho messo su in evidenza, ho pensato a quanto questo mio modo di fare mi facesse male e mi sono convinta del fatto che Chiara avesse totalmente ragione, che fosse l'ora della svolta.
Ho pubblicato su Facebook questo commento e mi sono ritrovata a dover dare spiegazioni proprio alla persona per la quale faccio la crocerossina, che ben consapevole della cosa ha aggirato il problema dicendo che secondo lui è giusto che si abbia questo atteggiamento perchè aiuta il prossimo a superare gli ostacoli e che è dimostrazione di amicizia. Direi che è superfluo dire che aveva capito ben poco o, ancora peggio, aveva fatto finta di non capire tenendo più al bene proprio.
Io continuo a pensare che Chiara ha ragione, tuttavia tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, e non posso nascondere che ho parecchie difficoltà a dismettere la mia uniforme e a pensare un po' non solo al mio bene (che ogni tanto ci vorrebbe pure), ma anche a quello degli altri in maniera diversa, meno diretta ma forse più utile.

Voi che ne pensate? 

Claudia


lunedì 2 luglio 2012

Breve pausa..

-8 giorno al colloquio. Ripasso di latino in corso.
Approfitto dell'oretta di pausa che mi sono concessa per farvi un saluto, farvi sapere che né lo studio né il caldo atroce mi hanno ancora ucciso.

Vi lascio con un'ode che ho ripassato questa mattina: il famoso Carme 11 del I libro di Orazio!
Credo che per me "Carpe diem" sia una di quelle massime di vita più importanti! Perché in realtà se non si coglie l'attimo rischiamo di non vivere pienamente e la vita e così fragile e breve...



      

Tu ne quaesierisscire nefasquem mihiquem tibi
      finem di dederintLeuconoenec Babylonios
      temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,      seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,      quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare      Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi      spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida      aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.


          Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te 
         quale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo alle cabale babilonesi, 
         o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:
         se molti inverni Giove ancor ci conceda
         o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde
         del mare Tirreno. Sii saggia, filtra il vino e accorcia la speranza
         perché lo spazio è breve. Mentre parliamo, il tempo
         geloso sarà passato: cogli l’attimo, e non fidarti del domani.


martedì 29 maggio 2012

Il sole esiste per tutti

Oggi sono usciti i nomi dei commissari esterni, ma a causa dell'intasamento del web ancora non se ne sa niente di niente!! Mi potrò mettere il cuore in pace fino a domani mi sa!
Pensare che c'è qualcuno o qualcosa (ad esempio magari un database) che decide chi deve venire a interrogarmi e quanti fattori concorrono e concorreranno al mio esame mi fa andare in tilt!
L'esame in sé, la valutazione, il colloquio orale dipendono da queste persone scelte "per caso"!
Ci vuole un'enorme dose di fortuna, che io non posseggo per niente!
L'unica cosa che mi consola è che magari fra un mese esatto potrei anche aver fatto l'esame orale, e lo spero, perché non vorrei essere così Sfortunata da essere a luglio "inoltrato"!
Andrà come andrà comunque pazienza.. ormai la fine è vicina!!




Mi scuso per il fatto di essere così futile e leggera parlando dei miei esami e tralasciando cose ben più importanti come la calamità naturale che sta sconquassando il centro-nord del nostro paese in questo momento! Sono vicina a tutte le persone coinvolte e spero che quella di oggi sia stata un'ultima scossa di assestamento, perché capisco che vivere in queste condizioni di paura non è psico-fisicamente sostenibile! La cosa che mi lascia basita è il fatto che queste cose non vengano mai prevenute, che ancora non si costruisce "a norma"... non ho parole e lascio parlare il silenzio perché so bene che lo capite benissimo.







sabato 26 maggio 2012

Come back home

Anche se dovrei studiare, ritaglio dieci minuti del mio tempo perché voglio aggiornarvi, del mio "viaggetto" e delle ultime news!
Per chi non avesse letto la precedente "puntata", dal 22 al 24 maggio sono stata a Siracusa a vedere le tragedie greche, precisamente quest'anno erano in programmazione Prometeo e le Baccanti.
Il viaggio non è iniziato nel migliore dei modi perché sino al giorno prima ero parecchio influenzata e quando sono partita ero un po' raffreddata, anche se comunque nel corso del viaggio mi sono ripresa. Neanche il tempo è stato dalla mia parte: parecchio nuvoloso, molto vento, a volte qualche rada pioggia... avevo portato tantissimi costumi ma ne ho usato solo uno in poche parole!
Le tragedie sono state davvero belle, le Baccanti rese con quel giusto pathos proprio della tragedia euripidea, con un coro strepitoso e con un'interpretazione dei personaggi di  Penteo e Agave davvero impeccabile.

Foto dalle "Baccanti": mi spiace che non siano un granché,
 ma dalla mia postazione non sono riuscita a fare di meglio 


Il Prometeo eschileo, che di per sè è un'opera molto statica, nonostante qualche momento di noia mortale, è stato messo in scena molto bene. Forse l'attore che interpretava Prometeo in alcuni momenti forzava un po' troppo il suo personaggio, ma erano proprio lui e il coro, le oceanine, a tenere desta l'attenzione.


Queste le ho fatte durante il Prometeo: sono state scattate da una postazione migliore delle precedenti, però mi rendo conto che non rendono bene come rendevano dal vivo ovviamente!

Facendo un bilancio, la bilancia pende sicuramente dalla parte positiva; è stato il mio ultimo viaggio da liceale, ho fatto parecchie esperienze che non dimenticherò mai per il resto della mia vita, mi sento  "segnata" nonostante abbia comunque trascorso così pochi giorni lontana da casa.
Foto da talebana!

In camera con la mia migliore amica! :)

Sul pullman, coming back home!


Già sono passati due giorni dal mio rientro e ho ripreso il tour de forces quotidiano per far quadrare tutti i conti prima della fine della scuola, che si concluderà il 7 giugno.
Lunedì faccio vedere la tesina alla prof finalmente, dopo la sua approvazione vi renderò partecipi di quanto ho elaborato.

Fra un mese esatto avrò già sostenuto le tre prove scritte e sarò in attesa del colloquio orale, che spero che avvenga il prima possibile! Non posso crederci di essere già prossima al capolinea.. fino a un mese fa la vedevo una cosa lontana, fino a qualche settimana fa avevo questa sensazione...
Ora mi sto rendendo realmente conto di quanto il tempo sia volato e del fatto che una tappa fondamentale della mia vita stia volgendo al termine. In gran parte non ho pentimenti per cose fatte e non fatte, una parte di me non vede l'ora di mettere il punto finale e scrivere "The end"... l'altra parte di me è un po' angosciata, perché significherà e comporterà davvero tanti cambiamenti nella mia vita la fine del liceo, molto più dell'avere compiuto 18 anni appena un anno fa!

Non ho la sindrome di Peter Pan, semplicemente basta fermarsi poco, basta un solo secondo, a riflettere, e ci si rende conto che la vita è davvero breve e che cercare di viverla sempre in maniera "degna" dovrebbe essere il nostro reale obiettivo.


domenica 26 febbraio 2012

Amici di letto






Qualche sera fa ho visto il film "Amici di letto", con Justin Timberlake e Mila Kunis. Da quella che potrebbe essere ritenuta una "semplice" commedia romantica sono scaturite in me tante riflessioni che voglio condividere con voi.
In sintesi la trama racconta l'amicizia molto particolare tra Dylan e Jamie, che, dopo l'ennesima rottura, decidono che dell'amore ne hanno abbastanza, almeno per un po'. Tuttavia sentono la mancanza del sesso e, per questo, decidono di unire "l'utile al dilettevole" e iniziano ad essere amici di letto, convinti di poter restare tranquillamente amici. Peccato che poi... scoppi la scintilla!
Non mi dilungo con i dettagli perchè rischierei di rovinarvi quello che è il piacere di guardare il film che, per quanto non culturalmente elevato, è abbastanza gradevole.

Come vi dicevo prima, a seguito della visione del film, ho iniziato ad elaborare alcune considerazioni.
Innanzitutto ho digitato sul google "amici di letto" e, oltre all'omonimo film, sono spuntati decaloghi di ogni genere su "come essere perfetti amici di letto", oppure neologismi (o già esistevano?!?) come la parola "trombamico".
Leggendo  i vari articoli ho appurato che nella società sta avvenendo un grosso cambiamento: se da una parte la love story con happy end finale viene ritenuta possibile e ci sono quei fortunati che trovano la loro "dimensione", dall'altra questa specie di "relazione", se tale si può chiamare, sta prendendo sempre più piede, accompagnata da un disincanto che deriva dal fatto di non avere trovato la persona giusta e di avere paura di innamorarsi e di soffrire di nuovo.
I tempi sono cambiati, la mentalità si è aperta anche a questo tipo di soluzioni, volte a soddisfare i bisogni che innegabilmente sono legati al corpo e che non sempre è facile mettere da parte.
Tuttavia non lo ritengo facile come sembra, perchè, come il film dimostra, nonostante tutte le "regole" possibili e immaginabili che vengono dettate per mantenere tale il "disimpegno", è pressoché impossibile non farsi coinvolgere sentimentalmente, a un certo punto. Il film docet!
L'unico caso "realizzabile" è quello di avventure e incontri sporadici, ma è così facile concedersi al primo (o alla prima) venuto??
Per quanto io faccia parte della categoria di quelle che hanno SERIE difficoltà ad impegnarsi, personalmente ad abbassarmi a tanto non ce la faccio proprio!

giovedì 23 febbraio 2012

What doesn't kill you (stronger)



Non so se l'ho mai detto, ma sono una fan di Glee. Tralasciando le critiche che potrei fare ad alcuni episodi e ad alcune trovate poco geniali degli autori, voglio sottolineare le caratteristiche positive di questo "telefilm":
- Innanzitutto il messaggio principale che la serie vuole trasmettere: accettarsi e accettare gli altri con tutte le differenze;
- La bravura del cast, che riesce ad interpretare ruoli che non gli appartengono nella realtà: dal ragazzo disabile che in realtà non ha problemi motori, al ragazzo che interpreta un personaggio omosessuale pur non essendolo nella realtà;
- Le canzoni: adoro i musical in generale, ma di Glee apprezzo soprattutto il fatto che vengano cantate canzoni recenti o di un certo rilievo, sempre appropriate al contesto.

Ho linkato questa canzone perchè mi sento rappresentata dal testo e tra l'altro è fresca fresca di "stampa": l'avevo già sentita qualche giorno fa su youtube, ma ieri sera l'ho guardata e ascoltata in diretta tv e mi sono convinta che, per ora, è la mia canzone. In realtà ho appena scoperto che è una riedizione dell'omonima canzone di Kelly Clarkson, che ritengo altrettanto bella, ma, come spesso mi capita, finisco per "gleezzarmi" e ascoltare maggiormente la loro versione!

Avete presente quando sentite che ogni parola è così significativa che sembra che l'abbiano scritta per voi una determinata canzone? A me capita spesso, anzi mi ritengo una mancata talent scout, nel senso che spesso scrivo una semplice parola sulla barra di ricerca di youtube e navigando scopro dei gruppi sconosciuti che, nel giro di poco tempo, entrano nelle top chart... sarà una coincidenza, ma mi capita spesso! ;)


mercoledì 22 febbraio 2012

Gli ostacoli esistono per essere superati!

Finalmente sono qui a scrivere... non ci credo!!
Certo la mia adorata compagnia telefonica in realtà non ha ancora provveduto a riattivare il collegamento, perciò ho dovuto ovviare acquistando una chiavetta: Internet mi serve principalmente per studiare e, senza, mi sono sentita a dir poco persa!
Comunque a questo punto ciò che conta è il risultato finale, che mi permette non solo di riutilizzare appieno il pc ma anche di potere accedere al mio piccolo mondo.
Mi è mancato non potere trascorrere qui le mie serate, non potere avere alcun tipo di contatto con voi. Fortunatamente mi sono adattata alla nuova situazione e ho riscoperto il piacere della lettura, finendo "L'eterno marito" di Dostoevskij, che avevo in sospeso da secoli e leggendo di sana pianta "Undici minuti" di Coelho,  entrambi molto belli, il secondo probabilmente più del primo, di cui spero farvi una recensione al più presto!
Ecco facendo un bilancio ho aumentato il silenzio durante quest'assenza, un silenzio interiore che mi ha dato un po' di pace. Non posso dire che torno più carica di prima, ma tra alti e bassi ormai la mia è diventata una lotta personale: lottare contro tutti e tutto, persino con me stessa, per realizzare i miei obiettivi e per non farmi abbattere. Magari è un proponimento un po' utopico, tuttavia è l'unico modo che al momento ho per andare avanti al meglio, perchè in questo periodo mi sento tutti e tutto contro, persino le calamità naturali ce l'hanno con me (altrimenti non mi spiego come mai oggi per andare a scuola- ero a piedi- sia imperversata una bufera per cui l'ombrello ha iniziato a trascinarmi senza controllo)!
Come questa mattina mentre "camminavo" mi ripetevo "io devo arrivare a scuola in orario", così voglio provare a fare in tutto il resto, anzi se qualcosa mi impedisce il passaggio devo cercare ancora di più di riuscire nell'impresa!
Spero di mettermi al passo al più presto con la lettura dei vostri blog (tempo permettendo) e di poter rispondere anche ai vostri commenti, per i quali vi ringrazio!

Un abbraccio ;)



giovedì 9 febbraio 2012

Per ora, va bene così

Vorrei parlarvi di come sono felice oggi, di come la mia vita proceda a gonfie vele, del fatto di aver trovato un nuovo amico, di essermi innamorata follemente di una persona, di sentirmi così piena di vita da scoppiare.
Nulla di tutto questo, ovviamente. Ma, per una volta, non me ne dolgo. Ormai sono rassegnata. Nella mia dolce solitudine serale che ormai mi contraddistingue e che preferisco rispetto alla compagnia di persone che pretendono senza mai dare nulla in cambio.
Sin dal lontano tempo in cui mi sono "ritrovata" nell'affermazione dello zio Aristotele "l'uomo è un animale sociale", ho cercato di socializzare con il mondo, di costruire rapporti ai quali ho creduto, molto, ma forse non abbastanza. Adesso, almeno per ora, ho deciso di rigettare la massima aristotelica, preferisco il detto "meglio soli che male accompagnati": non mi sono di molta compagnia, a volte mi è persino difficile sopportarmi, tuttavia preferisco così, c'è poco da fare!
Passo comunque le mie serate vuote qui, a girovagare negli altri blog, nel mio, ogni tanto apro la pagina di facebook, ma mi sdegna e la chiudo immediatamente. Siamo io e il pc, il pc e io, ma c'è una pace che mi circonda che mi fa distendere i nervi e rilassare il cervello!
E mi continuo a dire: "per ora, va bene così".


lunedì 6 febbraio 2012

My future!

All'insegna del freddo e della stanchezza è iniziata un'altra settimana! Il freddo siberiano ha avuto il piacere di venire a trovare anche noi a Palermo, sono talmente entusiasta della cosa che ho tre paia di calze ai piedi, due maglioni e alla mia destra c'è la mia amica stufetta! Sembro una vecchietta!
Rimpiango il caldo soffocante estivo e il sole cocente, lo preferisco di gran lunga, per quanto possa risultare un po' fastidioso!




Dovrei studiare tante tante cose per domani ma ho una voglia pari a zero, perché la mia testa in questo momento è altrove: la settimana scorsa è uscito il bando per i test di ammissione alla Cattolica di Roma ed è stata una sorpresa, perché non me lo aspettavo adesso, così presto! La possibilità di iscriversi scade il 21 marzo e i test saranno l'11 aprile. Sono indecisa sul da farsi, nel senso se provare a farli o meno. Ci sono tanti ostacoli, non immediati, ma che poi si frapporrebbero lungo il sentiero: innanzitutto le spese del viaggio, con in più 120 euro da versare per poter fare il test (ditemi voi se non è un furto), in più, se avessi l'enorme fortuna di passare la prima selezione(il che è comunque di per sé difficilissimo), dovrei tornare là per sostenere la prova orale e, passata anche quella (se non sono morta per l'emozione di avercela fatta- che, ripeto, è 1 possibilità su 10 elevato almeno alla sedicesima-), ho tempo fino ai primi di agosto per versare 1300 euro!
Per chi non lo sapesse o non se lo ricordasse La Cattolica è un'università privata, quindi comporta costi di questo tipo, quella è solo la prima "rata"! E il problema viene proprio qui: ammesso che io passi e tutto, dovrei versare questi 1300 euro e sperare di ottenere una borsa di studio, perché non posso e soprattutto non VOGLIO pesare sulle spalle dei miei genitori; già l'università pubblica ha i suoi costi, questa ancora peggio! Al contempo a settembre ci saranno i test dell'università pubblica, che io proverei a prescindere a Palermo, anche nell'eventualità in cui io sia entrata alla Cattolica (quindi con 1300 euro già versati) e poi mi affiderei nelle mani della sorte!
Non voglio andare oltre con i miei giri mentali, perché le cose campate in aria non mi piacciono per niente e parlare di possibilità e niente sostanza ad oltranza non produce molto, però, fermandoci al primo step di riflessione, che in questo momento è quello che conta, voi cosa ne pensate?
Io vi confesso che, mentre scrivevo qui, mi sono resa conto che i test alla Cattolica io li voglio fare! Che anzi vorrei passarli con tutta me stessa e ottenere la borsa di studio; per me significherebbe cambiare vita e ne avrei davvero bisogno!!
D'altronde non c'era qualcuno che diceva "non fare in modo che la paura di perdere ti impedisca di partecipare"???
Forse dovrei tentare e sperare per il meglio, il meglio per me!

sabato 4 febbraio 2012

Io e Hegel!

Nell'ultimo post vi ho lasciati con una poesia, cercando di trovare quella "sensazione", che è descritta così bene che mi è quasi sembrata reale.
Questa è stata una settimana davvero difficile, mi è caduto il mondo addosso e nuovi ostacoli si sono frapposti tra me e l'ignota "meta", si è allungata la strada alla vetta, si è dissestata.
Credo che le cadute, per quanto dolorose, servano sempre, che insegnino sempre qualcosa, che facciano acquisire quella maggiore consapevolezza che non rappresenta la chiave di volta, ma che permette di capire un po' meglio come vanno le cose che ti circondano. 
Dopo un incontro-scontro con Hegel ho capito che tutto è "sviluppo di uno sviluppo"; uno studio (odioso) forzato e approfondito mi ha fatto vedere il filosofo tedesco sotto un'altra ottica e mi è venuto naturale paragonare la mia vita al percorso dell'assoluto. Ovviamente non voglio né procedere verso un processo di autodivinizzazione, né voglio fare una lezione di filosofia in questa sede!
Leggendo, ripetendo e quasi "inglobando" dentro di me il suo sistema. Tesi, antitesi e sintesi, e poi questo ritmo triadico si rinnova ogni volta, ogni tesi è ciò che prima era stato acquisito come sintesi. L'intera nostra vita procede così in fondo. Da tutto questo ho autodesunto che per ora mi trovo in piena antitesi e che l'intero procedimento in me si sviluppa e si ripete molto velocemente, perciò a volte neanche ho il tempo di "realizzare" quanto e cosa ho effettivamente elaborato.
Non so se ha un senso logico quanto ho scritto ma ieri mi sono convinta così e tuttora sono rimasta di questa idea, perciò è probabile che un fondo di verità ci sia!


Dato che al momento mi sento la figlia di Hegel, secondo voi può esserci un qualche grado di parentela?? Io noto quasi una certa somiglianza!



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